Nella scrittura di un romanzo, i due principali stili sono basati o sulla trama o sui personaggi. È un elemento indispensabile che l’autore propenda per uno o per l’altro stile, non perché uno dei due sia migliore dell’altro, ma perché lo scrittore deve decidere in ogni sua opera in quale direzione tendere naturalmente. Questo significa, innanzitutto, che non sempre l’autore utilizzi lo stesso stile per ogni suo libro, ma che volta per volta sceglie quello che ritiene più adatto. 

Tutto nasce all’inizio, al momento della ideazione del romanzo. L’esperienza suggerisce che in alcune storie può verificarsi un evento esterno che costringe il personaggio ad agire e fare qualcosa che normalmente non avrebbe fatto: definiamo questa storia come una storia guidata dalla trama. 

In altre storie, il personaggio compie alcune scelte e in base alla scelta del personaggio determina quale direzione prende la storia: queste sono storie guidate dal personaggio.

Questo significa che tutte le storie devono rientrare in queste due strutture? No, certo. Come in molti altri campi dell’esistenza umana non esiste una soluzione assoluta, per cui probabilmente le storie migliori sono una combinazione di entrambi i tipi di azione. 

Questo porta al punto precedente: identificare le preferenze di stile aiuta a bilanciare questi due componenti critici della trama. In sostanza, fin dall’inizio l’autore determina in quale direzione lavorare.

Ad esempio, preferendo le storie guidate dalla trama, cercherà di risolvere ogni singolo snodo della vicenda e ogni passaggio più complesso che deve accadere per completarla. Questo significa abbandonare la creazione di personaggi, lasciando che in qualche modo si evolvano nel corso del libro? No, ma questa attività rimarrà sempre un po’ marginale rispetto alla precedente. Non esistono quindi una risposta giusta o sbagliata.

Ciò che conta è conoscere l’esistenza di questa propensione naturale e lavorare molto per equilibrare le due parti del processo.

Per quanto riguarda infine la mia esperienza di scrittore, essendo ormai alla stesura del quinto romanzo, valutando i commenti ricevuti in questi anni credo che i miei lettori abbiano gradito più alcuni personaggi ben definiti nelle loro sfaccettature, rispetto alle mie trame. Ma questa è solo un’impressione personale.

 

 

6 commenti:

  1. Io amo ascoltare i personaggi, lasciarmi guidare dalle loro personalità e dai loro sentimenti, in modo da tessere una trama in armonia con il loro modo di essere. Trovo che questo dia una certa verosimiglianza alle vicende, ma come scrive giustamente Roberto Robert non c'è una risposta giusta in assoluto, bensì punti di vista e stili. Grazie per queste riflessioni sempre interessanti e stimolanti!

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  2. Un romanzo è un'opera quasi sempre articolata. Nella mia personale esperienza, la trama è un viaggio all'interno del quale si muovono i personaggi allo scopo di dare compimento a un percorso cui sono destinati. In tutto questo, non vi è un rapporto di subordinazione dei secondi rispetto alla prima. Anzi, è del tutto indispensabile che, all'intero di una storia interessante e coinvolgente, siano collocati personaggi di spiccata personalità che, con la loro essenziale presenza, diano la giusta sapidità all'interno lavoro. Insomma, come prescindere da un bilanciato e sano equilibrio?

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  3. Trama o personaggi?
    Non esiste una verità assoluta.
    Se prendi i gialli del commissario Sanantonio i personaggi, in particolare i loro dialoghi, sono molto più importanti della trama.
    In altri la trama è talmente importante che i personaggi potrebbero essere sostituiti da altri che non cambierebbe nulla nella lettura.
    Ma questi sono i due estremi.
    Nella "normalità" trama e personaggi hanno pari importanza, come per esempio nelle opere di Robert dove il personaggio e il suo carattere hanno un ruolo importante quanto la storia.

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  4. Buongiorno Roberto e buongiorno a tutti . Bella domanda ... direi che che è come un matrimonio .Il dosaggio dell'unicum è un equilibrio che difficilmente dovrebbe dare l'autore intervallando contenuti intriganti a personaggi empatici . Il ruolo dei personaggi entra subito i una facciata frontale ( termine assicurativo che Roberto conosci bene ) che puo' essere ematica ma anche minimale od essenziale . Il ruolo fondamentale della trama è decisamente importante ma lo risolvi e lo decidi alla fine se ha fatto il suo dovere a differenza dei personaggi che ti entrano subito dentro di te catturandoti al 100% . Grazie Roberto per queste interessanti riflessioni . Buona Domenicaa tutti .
    Barbara

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  5. L'amica Adriana mi dice che secondo lei la presenza di validi personaggi fa acquisire più valore alla trama coinvolgendo maggiormente il lettore.
    Il collega Salvatore, sempre di Milano, sostanzialmente sostiene lo stesso concetto ribaltando il punto di vista: una bella trama, con personaggi amorfi, non viene valorizzata.
    Ringrazio entrambi per l'attenzione.

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    1. Io non credo che una possa prescindere dall'altra. Non riesco ad immaginare una trama senza personaggi. Diverrebbe una sinossi. Così come i personaggi senza una trama; li immagino come figure che vagano anonime in un limbo indefinito. Tuttavia, infine, è' pur vero che saranno i personaggi ad animare la trama ed il lettore proverà' entusiasmo da e per loro.

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