Un tuffo al 'come eravamo' cinquant'anni fa con Riccardo Oliverio, autore del romanzo ELVIRA 

Incontriamo Riccardo Oliverio che regge orgoglioso tra le mani una copia di ELVIRA, il suo primo romanzo da poco pubblicato con Lubrina Bramani Editore.

“Bene arrivato nel mondo degli scrittori! Prima che come autore, vuoi però presentarti come persona?”

“Sono di Bergamo, ci sono nato nel 1954 in un gennaio particolarmente freddo, come lo erano, in quegli anni, tutti gli inverni. Sono abbastanza schivo e mi definisco operoso.

Sul lavoro non mi sono mai mancate le soddisfazioni: da subito, appena diplomato, sono entrato a far parte di un gruppo siderurgico nazionale. Per me è stata una grande opportunità, una università applicata. In pochi anni, diventato dirigente, ho assunto la direzione generale di una società siderurgica privata. Ho lavorato lì per quasi un ventennio, poi ho deciso di diventare consulente freelance, collaborando con varie aziende europee.

Amo viaggiare e fotografare e ora, oltre che a dedicarmi alla scrittura, faccio felicemente il nonno di professione.”

 

“Qual è stato allora il momento in cui ti sei accorto di aver sviluppato la passione per la letteratura?”

“Sicuramente alle superiori. In quegli anni, c’era un gran fermento letterario che coinvolgeva molti scenari, dalla politica alla letteratura e alla musica. Io ne ero incuriosito, leggevo di tutto.”

 

“C'è un libro che, dopo averlo letto, ti ha lasciato addosso la voglia di seguire questa strada?” “«L’ombra del Vento» di Carlos Ruiz Zafón. Mi ha letteralmente rapito dalla prima all’ultima riga, nella scrittura scorrevole dell’autore si leggono brani tra storia e mistero conditi da profondo sentimento.”

 

“Dopo aver scritto il tuo primo libro, lo hai proposto a un Editore? E con quali risultati?”

“In effetti sì, l’ho proposto a molti editori. I quali però, con abbondante eleganza, (sorride) lo hanno tutti rifiutato. Finché un giorno Lubrina Bramani Editore, con incoscienza, devo dire, e grande coraggio, lo ha pubblicato a sue spese. Devo essere loro molto grato.”

 

“Pubblicare su Amazon KDP è stata una scelta vincente?”

“Sinceramente, non sono in grado di dirlo, non è stata una mia scelta diretta. Immagino, visto che l’editore se n’è occupato, che lo abbia fatto a ragion veduta. Attendo fiducioso.”

 

“Dopo averci raccontato di te, ci devi parlare di questo romanzo. Di cosa tratta? E in che tempo è ambientato?”

“Ti confesso che mi sono molto affezionato ad Elvira, la protagonista, tanto che durante la stesura ero così preso che mi sembrava di vivere una Second Life. Essenzialmente è una storia sentimentale, di speranza.

E d’amore, nella sua accezione più sublime.

La narrazione inizia nell’autunno 1969 quando i protagonisti, Elvira e

 

Sebastiano, s’incontrano a Bergamo, un luogo reale, ma che diventa un luogo universale dove tutti si possono riconoscere.

Sono giovani, con mille speranze; ma quando decidono di convivere, la ragazza sparisce misteriosamente.

La storia si divide in due parti: la prima è ambientata nel passato narrativo ed è quella che farà affiorare maggiormente i ricordi, mentre la seconda è rivolta al presente dove Sebastiano cerca di risolvere questioni rimaste in sospeso.

Da qui, la narrazione irrompe in un modo inatteso e burrascoso.”

 

“Quale tecnica usi per scrivere? Prepari uno schema iniziale, prendi appunti, oppure ti butti d'istinto?”

“La trama non ha avuto bisogno di essere scritta, era incisa nella mia mente. Ho preso molti appunti per i riferimenti storici e ho scritto d’istinto. Sono state le mie dita a muoversi inconsciamente sulla tastiera.”

 

“L’ultima domanda è d’obbligo: in questo periodo stai scrivendo un nuovo libro?

E se sì, è dello stesso genere di quello che hai già pubblicato, oppure un'idea completamente diversa?”

“Sì, ho iniziato a scrivere quello che si potrebbe definire il sequel. In definitiva, questo secondo dovrebbe riuscire a chiarire alcune tra le vicende rimaste a mezz’aria in ELVIRA.”


5 commenti:

  1. Buon pomeriggio Roberto, trovo che sia interessante l'argomento dell'autore e soprattutto anni caldi . Sono interessata ad approfondire la lettura di Elvira .Attendo giornate di relax natalizio dove vivo la lettura a360° , tra l'altro amo rileggere libri letti ed approfitterò per rivedere alcuni passi dei tuoi libri. Hanno sempre un sapore diverso . Tornando al sig. Oliviero mi piace la dualità del passato con la concretezza del presente . A mio avviso è importante e salutare riuscire ad assaporare il passato , apportando concretezza e soluzioni presenti . Il presente , i piedi a terra , ci rigenerano indiscutibilmente evitando ansie inutili . Molto interessante questo bolg, anche se io sono neofita del settore , sono solo una lettrice . Buon pomeriggio a tutti .
    Barbara da Pesaro

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    1. Carissima, la cosa curiosa è che io e l'autore, senza saperlo e senza nemmeno conoscersi, abbiamo scritto due storie ambientate nella stessa città (a volte addirittura nelle stesse vie), negli stessi anni e tutte e due con gli 'anni di piombo' a fare da sfondo.
      Della cosa si è accorta Maria Di Pietro, valente lettrice e operatrice culturale di Bergamo, che ci ha messi in contatto. In effetti, con Riccardo ci conosciamo da due o tre di mesi, e avremmo in animo (a pandemia finita) di organizzare degli incontri di presentazione comuni e magari di intervenire anche nelle scuole affinché quel periodo non venga dimenticato.

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    2. Gentilissima Barbara, la ringrazio per il suo interessamento e sono sicuro che troverà interessante la rilettura di Rossa è la sera dell'avvenire in contemporanea al mio romanzo.
      Due visioni diverse, opposte, ma accomunate entrambe dalla speranza. Una città la stessa, un luogo specifico, ma altrettanto universale, dove ci si può ritrovare e riflettere. Un periodo storico senz'altro dimenticato di cui spero, con l'aiuto dell'amico Roberto, i più giovani possano iniziare a riscoprirlo. Come dicevo in quegli anni c'era la speranza del cambiamento. Una rivoluzione politica e culturale che ha investito ogni campo. E tutto era iniziato in un autunno freddissimo, ma così caldo da sentirne ancora gli echi. Si prenda i suoi giorni e la calma dell'atmosfera natalizia per assaporare le ambientazioni e il clima descritti con il cuore. E in attesa dei suoi prossimi commenti le auguro Buon Natale

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    3. Buongiorno Riccardo , grazie per l'attenzione . E' importante far capire ai giovani e non solo ... il vero cambiamento che non sempre e' rivoluzione esteriore ma deve nascere , a mio avviso da una realta' consapevole e ben conosciuta ...come nei vostri testi . Da lì si puo' partire con idee , innovazioni ecc ecc. e come dice la nostra cara Rita Levi : la conoscenza salverà dall'ignoranza e superstizioni . Sarà un piacere leggere il suo libro , avendo già letto i libri di Roberto e conoscendolo personalmente sono felice che possa nascere tra voi un amicizia professionale ed artistica . Roberto è una gran persona , posso dirlo in quanto lo conosco professionalmente da tempo . E chissà magari dopo il Covid , potreste organizzare qualcosa anche a Pesaro , è una città molto sensibile alla cultura . Buona giornata ad entrambe .
      Barbara

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  2. Intendevo dire in merito alle parole della sig. Rita Levi Montalcini : solo l' istruzione ci salverà da ignoranza e superstizioni .

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