Questa è la storia di alcune famiglie italiane di religione ebraica nascoste dal 1943 al 1945 ad Ama, piccola frazione del comune di Aviatico, Orobie Bergamasche, tra perquisizioni e sfollati, sulla base della testimonianza diretta di Giuditta Maria Usubelli, che non ha mai dimenticato la sua amica di infanzia Elsa Iachia e i suoi fratelli e cugini. È la storia di una fuga (verso la Svizzera) e di un ritorno (verso casa), di un amore grande per la vita e di un intero paesino con i suoi abitanti che divenne culla e rifugio per 16/17 persone in fuga dalla guerra, dall'orrore, dalla Shoah.

 

Riporto il pregevole commento che Maria Di Pietro ha pubblicato, dopo aver letto questa testimonianza.

"Aurora Cantini, poetessa e scrittrice pluripremiata e decorata di Aviatico, ci racconta i giorni neri dell'altopiano bergamasco, con la cronistoria dettagliata e fotografata del periodo orribile che fu la Seconda guerra mondiale. Con questo libro, UN RIFUGIO VICINO AL CIELO (SILELE EDIZIONI), ci narra i giorni dei partigiani nascosti tra malghe e boschi, di sfollati, di quella gioventù privata della propria innocenza. Tante storie che intrecciano dolori e attese, speranze e orrori. Come il soldato slavo che venne sepolto a Trafficanti, piccolo paese della valle Seriana, fuggito dalla caccia del Regio Esercito Italiano nella ex Jugoslavia e deportato, insieme ad altri bosniaci, nei campi profughi della Grumellina di Bergamo. Qui narra la storia di poche famiglie ebree, che in quei luoghi, dallo splendido panorama, vissero in clandestinità nel periodo della mattanza germanica. Le guerre iniziano e per fortuna finiscono. Restano i teatri di guerra, a volte struggenti paradisi terrestri, come i nostri monti bergamaschi, a volte cumuli di macerie imbrattati di sangue. Le guerre finiscono nei ricordi e nei libri di storia, e purtroppo non hanno ancora insegnato nulla... Importante testimonianza, pregna di rispetto e di giusti del mondo, questa di Aurora."


2 commenti:

  1. Mille grazie Roberto per queste tue emozionanti parole! Un ricordo doveroso e commosso, silenzioso ma non spento, per tutte le vittime di una guerra terribile e sconfinata! E poi... grazie per aver parlato anche di Elio, quel giovane soldato slavo per sempre rimasto nella nostra terra bergamasca, terra di migranti, di cammini e commerci, di genti esploratrici e pittori immortali, di forti legami e tanta tanta solidarietà!

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    1. Troppo gentile. Alcune parti le ho tratte da una precedente e pregevole recensione di Maria Di Pietro, attenta lettrice e ancor più puntuale divulgatrice di libri di autori bergamaschi.
      Lieto di aver promosso un'opera così significativa e apprezzata. Come ripeto sempre con riferimento a un mio romanzo, "per non dimenticare".
      Attendo le tue idee per confrontarci su future iniziative.

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